martedì 8 maggio 2012

TORINO-PADOVA, 3-1

L’Olimpico rivede un Toro da serie A

Convincente vittoria sul Padova per 3 a 1

di Paolo Battistel



Dopo la lunga coda di polemiche seguite alla gara d’andata che ha visto la vittoria passare prima nelle mani dei veneti poi dei granata per ritornare infine alla società padovana, l’Olimpico di Torino ospita in serale una sfida fondamentale per le ambizioni delle due squadre. Il Toro va in campo con un più coperto 4-3-3 con Vives, Iori e Basha in mediana e Bianchi supportato da Meggiorini e Stevanovic in attacco mentre Dal Canto si affida alla coppia Cacia-Ruopolo con Bentivoglio rifinitore e la cabina di regia nelle mani dell’intramontabile Italiano.
Partita ricca di agonismo che vede le due squadre molto attente tatticamente con difese alte che concentrano l’azione del gioco nel cerchio di centrocampo. Il fulmine del 1 a 0 arriva al 12’. Perfetto assist di Stevanovic dalla destra su un preciso inserimento di Meggiorini che calcia al volo di destro e mette il pallone oltre l’immobile Perin.
Il Padova tenta di ripartire ma il forcing granata supportato da un tifo infernale costringe gli ospiti a difendere la propria area ed è ancora Stevanovic al 20’ a rendersi pericoloso su una verticalizzazione di Vives. Il serbo salta deciso Marcolini e conclude in porta dove Perin si dimostra reattivo. Qualche minuto più tardi lo stadio insorge per un fallo in area sul capitano Rolando Bianchi che dopo un bello stop a seguire fa fuori Franco che lo stende con il braccio alto. Per l’arbitro è solo uno scontro di gioco e lascia proseguire.
Il Padova inizia a riaffacciarsi davanti alla porta di Benussi ma il duo Cacia-Ruopolo risulta piuttosto impreciso nelle poche iniziative che li vedono impegnati mentre il Toro con un 4-3-3 piuttosto ibrido appare maggiormente equilibrato tatticamente concedendo pochissimi spazi ai veneti. Glick dopo uno scontro in area appare non farcela più e al 42’ viene sostituito da Di Cesare.
Nella ripresa Dal Canto cerca maggiore incisività in fase offensiva con il cambio Ruopolo-Cutolo ma è sempre il Toro a fare la partita che al 53’ raddoppia. Assist dalla sinistra di Parisi che taglia tutta l’area padovana fino al perfetto inserimento del difensore granata che esulta buttando fuori tutta la sua rabbia agonistica. Il Padova protesta per la posizione di Di Cesare che gli ospiti considerano irregolare.
Il Padova cerca di replicare due minuti più tardi ma sulla bella verticalizzazione di Marcolini Cacia tocca il pallone non riuscendo però ad anticipare Benussi. Qualche minuto dopo è la partita si riapre. Pasticcio in difesa granata al 57’ quando sempre Cacia riesce ad addomesticare uno spiovente da centrocampo. L’attaccante veneto si porta il pallone sul destro e con una conclusione al volo batte Benussi.
Ogbonna si fa perdonare nell’azione successiva su una perfetta chiusura sullo stesso Cacia in area. Il Padova appare più reattivo mentre il Torino ora gioca solo con le ripartenze. Marcolini sfiora la traversa al 61’ con un bel tiro da fuori che scende all’ultimo. Ventura mette forze fresche in attacco togliendo Meggiorini per l’ingresso di Antenucci sperando così di sfruttare meglio le ripartenze.
Ancora azione pericolosa del Padova con un cross dalla sinistra di Marcolini per la testa di Cutolo. Il pallone angolato sul primo palo viene fermato in due tempi da Benussi. Le squadre sono ormai sfilacciate e si assistono a continui cambi di gioco. Cutulo sulla destra è il giocatore più pericoloso del Padova. Mentre il Toro si rende pericoloso in diverse occasioni ma risulta impreciso il fase conclusiva con il duo Bianchi e Antenucci.
Dal Canto prova un Padova a trazione anteriore con Succi al posto di Bovo al 82’ ma la partita si conclude cinque minuti più tardi con un’azione da manuale del calcio. Antenucci prende palla a centrocampo, salta Schiavi e si invola verso l’area dove con uno splendido destro a giro prende il tempo ai difensori veneti mettendo il pallone alla destra di Perin. 3 a 1 per il Toro.
L’ultima occasione di un Padova ormai alle corde è una punizione di Cutulo che sorvola la traversa. Il Toro vince con grande carattere riportandosi in testa alla classifica a 76 punti con ancora una partita da recuperare e domenica farà visita al Pescara di Zeman.

domenica 29 aprile 2012

TORO-CROTONE, 2-1

Il Toro vince e riprende la vetta

2 a 1 con il Crotone in una gara combattuta

di Paolo Battistel

Dopo i tre punti tolti alla squadra granata per un vizio di forma il Toro reduce dalla vittoria con la Reggina cerca di staccare nuovamente gli avversari diretti nel proprio stadio.
Ventura in nome del turnover cambia il fronte offensivo ritornando al modulo 4-2-4 con da sinistra a destra Guberti-Sgrigna-Antenucci-Oduamadi pronti a offendere la linea a quattro del Crotone che in avanti ripropone Calil trequartista con De Giorgio e Caccacavallo punte.
Il Toro scalda le mani a Belec al primo minuto con un bel duetto Antenucci-Sgrigna dove il numero dieci granata colpisce di testa verso un Belec ben piazzato. Il gol è nell’aria e su un angolo di Sgrigna al 3’ causato da un’azione insistita di Oduamadi il pallone è calciato perfettamente a scendere e trova l’inserimento di Glik che di testa mette la sfera nell’angolo alto alla destra di Belec. 1 a 0 per il Toro e secondo gol in granata di Glik.
Ventura si sgola a bordo campo perché la sua squadra non è perfetta in fase difensiva mentre il Crotone cerca di prendere il possesso del gioco con una manovra avvolgente riuscendo però a farsi vedere dalle parti del numero uno granata con estrema difficoltà. Il Toro arretra il baricentro giocando per lo più in contropiede ma il Crotone con un gioco insistito ma piuttosto prevedibile non riesce mai a rendersi veramente pericoloso con l’unica occasione del colpo di testa di Vinetot che sfiora il palo alla destra di Benussi.
Bel cross di Guberti al 32’ dove stacca al volo Antenucci ma il pallone sorvola la traversa di un soffio. Qualche minuto più tardi si ripropone il duetto Antenucci-Sgrigna e dopo un perfetto cross del numero sette granata Sgrina si inserisce dalla sinistra mettendo il pallone alle spalle di Belec. 2 a 0 per il Toro al 39’. Nel finale di tempo si vede soltanto un inserimento di Antenucci ma sul tiro dell’attaccante granata il numero uno del Crotone ha buona presa.
Drago all’inizio ripresa cambia uno spento Caccacavallo per l’inserimento di Sansone ed è proprio su un’azione del nuovo entrato che il Crotone si fa vedere con un tiro di Maiello dalla destra. Il Toro torna a farsi vedere al 55’ con una bella combinazione Parisi-Sgrigna dove il terzino dalla trequarti crossa sui piedi del numero dieci che con un bel tiro dal limite mette il pallone alto di un soffio
Al 58’ ci sono dei forti reclami degli ospiti su un contatto in area tra Benussi e De Giorgio ma è al minuto successivo che l’arbitro Di Bello concede il penalty al Crotone per un contatto tra Ogbonna e il veloce Calil. Dal dischetto si porta lo stesso trequartista che spiazza Benussi con facilità accorciando le distanze per i calabresi. Il Crotone ora ci crede ed è ancora Calil che al 64’ con un’azione personale calcia da fuori una conclusione potente e precisa su cui Benussi arriva con difficoltà deviando in angolo. I tecnici continuano con la girandola di sostituzioni che cambiano il volto dei due reparti offensivi ma è sempre il Crotone a pressare con più continuità mentre i granata ripartono bene in contropiede con le forze fresche di Bianchi e Meggiorini.
La grande occasione per il Toro avviene al 75’ con un azione insistita di Bianchi che dal fondo mette in mezzo per Vives che defilato quasi a porta vuota non riesce a metterla dentro ed è sempre il centrocampista granata che dieci minuti più tardi dimostra di non essere una vera punta buttando alle ortiche un pallone a tu per tu con Belec facendosi anticipare nel controllo.
Il Toro cerca di pressare alto per tenere gli attaccanti del Crotone lontani dalla propria area ma ormai i calabresi hanno esaurito la loro spinta ed è solo per l’imprecisione finale di Oduamadi se le segnature dei padroni di casa non giungono a tre. Nei minuti di recupero i granata tengono palla nella metà campo calabrese non facendo ripartire gli ospiti
Il Toro batte 2 a 1 il Crotone in una gara combattuta e torna solo in testa alla classifica.



sabato 7 aprile 2012

TORINO-REGGINA, 1-0, (SOSPESA)

LA PIOGGIA FRENA UN TORO VINCENTE

di Paolo Battistel

Toro in cerca di riscatto in casa con il nuovo modulo 4-3-3 che vede il trio Stevanovic-Bianchi-Antenucci in attacco mentre a centrocampo si rivede dal primo minuto De Feudis dopo mesi di panchina e tribuna. Il difesa in nome del turn-over Glick fa coppia con Ogbonna al centro della difesa. Mentre la Reggina di Ton risponde con un più coperto 3-5-2 con D’Alessandro e Rizzato sulle fasce e in attacco il titolarissimo Bonazzoli punta centrale è supportato da Ragusa che si muove alle sue spalle quasi da trequartista.
Fin dalle prime battute si vede un attacco granata dinamico che si avvale anche degli inserimenti di Vives e Basha. Stevanovic appare il più in forma dei suoi e mette in seria difficoltà il duo Rizzato-Angella saltandoli con ripetuta facilità. Il primo vero squillo avviene a 15’. Punizione di Parisi dalla destra per un fallo contestato su Bianchi , sul pallone si inserisce perfettamente Kamil Glick che con un perfetto colpo di testa porta il Torino in vantaggio.
Risponde la Reggina con un bel colpo di testa di Angella su cross di Rizzo e qualche istante più tardi tiro da fuori di Viola dove Belardi si supera. La partita si dimostra avvincente con continui cambi di gioco ma con un superiore possesso palla da parte dei padroni di casa che con il nuovo atteggiamento tattico appaiono più coperti e in grado di fronteggiare la linea a 5 dei calabresi. Sospetto rigore al 23’ su Bianchi tirato giù per la maglia su un cross dal fondo. L’arbitro di Barcellona-Milan avrebbe dato il penalty ma Velotto di Grosseto non è dello stesso parere.
Barilla al 35’ è autore di dell’ennesimo tiro da fuori degli amaranto ma la palla molto angolata è fermata dal palo. Ancora Reggina qualche minuto più tardi con una punizione deviata di Bonazzoli che passa un soffio sopra la traversa. Dopo i primi venti minuti di sofferenza ora i calabresi contrattaccano con continuità mettendo il Toro alle corde.
Occasione mancata Toro dove Antenucci parte in contropiede sulla destra ma non si capisce con Bianchi che va troppo in profondità per il suo passaggio. Sul ribaltamento del gioco Bonazzoli da palla a Ragusa che al momento del tiro è fermato ottimamente da Glick. Finale più equilibrato dove l’acquazzone improvviso fa spiccare soltanto il colpo di testa di Bonazzoli al 44’. Nell’intervallo la pioggia si intensifica allagando il terreno di gioco e alle 20 e 30 l’arbitro si decide a fare un giro di campo per verificare le condizioni di gioco. La partita è rinviata a data da destinarsi.

martedì 13 marzo 2012

TORO-VERONA, 1-4. Soldati di sVentura

Il tecnico ammette le proprie colpe e cerca di far rialzare il Toro

«Ho sbagliato più di una cosa ma nessuno è infallibile» replica Mister Ventura incalzato dai microfoni dei giornalisti. Di errori sulla sponda granata se ne sono visti fin dai primi minuti, perché dopo un’iniziale fase di studio tra le due squadre la netta supremazia a centrocampo dei veneti ha tagliato in due tronconi la squadra di Ventura che non è quasi mai riuscita a servire le punte. La doppietta di Gomez, il gol di Ferrari e l’eurogol di Maietta non sono stati il frutto del caso ma il degno risultato di una partita perfetta dei veneti.
«La squadra di Mandorlini ha vinto meritatamente, giocando meglio» ammette il tecnico granata che ha la grave colpa di non aver fatto nulla per arginare la supremazia dei gialloblù a centrocampo inserendo Basha solo sul 4 a 0 «Bisogna fare loro i complimenti. Se si perde 4-1 in casa c’è il merito della squadra avversaria e ma anche i demeriti nostri».
«Stasera non ha giocato il vero Torino» sottolinea il tecnico «Fare altri commenti significherebbe mettere il dito nella piaga». Il 4-2-4 in questa gara sembrava fin da subito non funzionare contro una squadra che faceva densità a centrocampo e che pressava alto con le punte «Erano più bravi di noi tatticamente, tecnicamente e fisicamente. Ci può stare di sbagliare una partita. Perdere 1-0 o perdere 4-1, penso sia meglio 4-1 perché ti permette di fare delle riflessioni per poi fare meglio».
Questo è l’augurio di Ventura e del Torino che si vede scavalcato dall’ottima compagine di Zeman che nonostante un organico di giovani sta riuscendo in risultati inaspettati ad inizio stagione mentre alle spalle si trova ad avere il fiato sul collo proprio del Verona di Mandorlini che ha scavalcato il Sassuolo.
« Gare come questa fanno capire che in serie B non ti puoi mai fermare, ma la partita nonostante il risultato va analizzata con intelligenza e senza farsi guidare dall’emotività del momento» predica calma Ventura che si trova davanti una settimana in cui ricostruire i cocci di una prestazione tanto deludente «Dobbiamo capire perché su dieci contrasti non ne abbiamo vinto soltanto uno, e soprattutto perché loro arrivavano sempre primi sulla palla».
«Dobbiamo recuperare i valori che ci hanno permesso di essere quasi sempre davanti» conclude il tecnico e le parole suonano come un augurio per tutto il mondo granata.

martedì 7 febbraio 2012

Voci da THAIBOXE MANIA 2012

La furia di Kyshenko e Bessmertny gela Torino
Grande prova di forza dell’ucraino e del bielorusso nella festa della 
Thai Boxe Mania
 di Paolo Battistel


L’attesa notte del Palaolimpico inizia ad intrattenere il pubblico delle sette con un lungo pre-serata dove spicca l’incontro tra il romeno Cristian “Fastest” Milea contro Leonardo D’Aria. L’atleta romeno dimostra immediatamente una tecnica e una potenza nettamente superiori al suo avversario tanto da far finire il match anzitempo per Ko. L’unico incontro femminile vede la meritata vittoria di Veronica Vernocchi contro Donatella Panu nel match di qualificazione a Oktagon dei -57.
 Lo show vero e proprio parte con un incontro di rodaggio tra l’idolo di casa Patrick Carta tornato a combattere dopo più di un anno di stop e Ivano Siviero. Il match piacevole viene vinto ai punti dal campione torinese che davanti al suo pubblico dimostra d’essere sulla via del completo recupero.
 Segue il duello piuttosto equilibrato tra Francesco Palermo e lo svizzero Filip Hryeniewicki dove al maggiore spirito d’iniziativa dell’italiano risponde l’abile difesa dello svizzero che si aggiudica il match dopo un combattuto extra round. Il verdetto scatena le proteste di Palermo che si sente scippato della vittoria.
Il match che più ha appassionato il pubblico del Palaolimpico è senza dubbio quello combattuto nella categoria Super Massimi tra Luca Pantò e il lottatore comasco Davide “Tonno” Longoni. Sulla carta l’incontro sembra impari perché, di fronte all’imponente massa muscolare di Pantò, Longoni appare al pubblico con una forma fisica un po’ troppo “morbida” ma sul ring la musica risulta piuttosto diversa. “Tonno”, incassato l’assalto iniziale di Pantò, dimostra con il passare dei secondi un’abilità tecnica e una concentrazione di gran lunga superiore al suo avversario tanto che con il crescere del match l’intero palazzetto inizia a invocare a gran voce il nome dell’atleta comasco. I giudici decretano un extra round nel quale il beniamino del pubblico si dimostra superiore al nervoso avversario meritandosi la meritata vittoria e l’accesso a Oktagon.
 L’entrata nell’ultima parte dello spettacolo, il cosiddetto Galà Finale, vede a sorpresa la vittoria ai punti di Paolo Fiorio sulla stella romena Alexandru “Wolfman” Popescu in una gara di grande spessore tecnico condotta con intelligenza dall’atleta italiano.
Segue il match estremamente equilibrato tra Sharos “Bobo” Huyer e Fabio Siciliani dove Huyer giunto a Thaiboxemania dopo una serie di match impegnativi come quello con Fabio Pinca, dimostra d’essere all’altezza del più esperto atleta italiano.  L’incontro finisce in un giusto pareggio.
 Nel terz’ultimo incontro l’impressionante rullino di marcia del giovanissimo Chingiz Alazov sembra non volersi arrestare. Il giovane talento bielorusso contro il turco Erkan Varol si difende bene nel primo round per crescere sulla distanza dove, grazie anche alla sua altezza maggiore, inizia a girare intorno al suo avversario colpendolo da più angolazioni e affondando più volte dei colpi decisivi su cui Varol non riesce a reagire.
Il match tra l’impavido Gago Drago e il neo vincitore di Fight Code, il bielorusso Yuri Bessmertny è forse tra i più spettacolari della serata. L’aggressiva tecnica dell’armeno che combina pugni e calci in modo imprevedibile viene imbrigliata dalla difesa quasi perfetta del giovane bielorusso che quando contrattacca risulta devastante. Gago, che sente l’incontro scivolargli via dalle mani, con coraggio cerca di mettere alle corde il bielorusso scoprendosi troppo a un tremendo high kick in pieno viso che lo fa cadere a terra privo di sensi per diversi secondi. Il guerriero armeno si rialza con fatica nel silenzio preoccupato del Palaolimpico e solo allora può scoppiare il meritato applauso per Bessmertny che dopo aver sconfitto Armen Petrosyan e Sudsakorn si consacra una volta di più tra i grandi di questo sport.
La serata termina con l’incontro più atteso tra il campione torinese Roberto Cocco e la stella Ucraina Artur Kyshenko, un match che si dimostra ruvido quanto le dichiarazioni del pre-gara. Nelle fasi iniziali l’esperienza e la velocità si Cocco riescono a mettere in difficoltà la potenza di Kyshenko ma l’incontro perde i valori in campo a metà della seconda ripresa quando l’ucraino oltrepassa la difesa dell’atleta di casa con un pugno rovesciato che manda Cocco al tappeto. Il campione italiano sostenuto dal calore del pubblico resiste tenacemente e rimane in piedi sino alla fine nonostante i continui attacchi del giovane ucraino.
Kyshenko aggiunge ancora una vittoria al suo notevole score che il 24 Marzo lo porterà ad affrontare Giorgio Petrosyan.

mercoledì 1 febbraio 2012

Voci da THAIBOXE MANIA 2012

“The Hammer” e Carta sono pronti 
a combattere
di
Paolo Battistel
In attesa del sospirato evento televisivo di Italia 1 che sabato 4 Febbraio metterà a confronto i più importanti lottatori di thai boxe di tutto il mondo filtrano le prime dichiarazioni dei due atleti torinesi che si concedono alla stampa nei nervosi giorni della vigilia.
L’incontro più atteso della serata sarà quello tra l’italiano Roberto Cocco detto “The Hammer”, campione del mondo di thai boxe e kickboxing che si troverà ad affrontare la giovane star ucraina Artur Kyshenko, più volte finalista al K-1 Max e uno dei lottatori più quotati al mondo.
 Il campione italiano non dimostra nessun tipo di timore per il giovane avversario «Kyshenko è al top della carriera, ed è uno dei migliori nel panorama. Ma ciò non mi preoccupa perché non ho mai avuto match “semplici”, quindi, in realtà, non vale più né meno di tutti gli altri avversari che ho affrontato in questi anni. Per carattere non mi faccio né intimorire né mi incattivisco alla vigilia di un incontro: porto rispetto all’avversario, chiunque esso sia, e spero che anche Kyshenko – nonostante la giovane età - faccia lo stesso con me» rivela Cocco, sottolineando l’elemento del rispetto, fondamentale in questo sport, elemento con cui secondo alcune voci di corridoio il lottatore ucraino fatica a rapportarsi.
Forza di carattere e costanza sono l’anima del campione torinese che ha un messaggio per tutti i tifosi che accoreranno per vedere il suo match «Vorrei solo ricordare che sono sempre la stessa persona. Nonostante il passare degli anni non ho avuto ancora un  calo. Ci sono sempre stato e ci sono ancora. Sabato 4 darò il massimo, come in tutti gli altri match. E per concludere… che vinca io!»
Non è da meno il campione del mondo di WKN Patrick Carta che nell’intervista rilasciata nella giornata di ieri dimostra tutta la propria impazienza di tornare al più presto sul ring dopo il difficile intervento al legamento crociato anteriore che l’ha costretto a rimanere fermo ai boxe per diversi mesi. «Mi sento pronto e ho voglio di tornare a combattere e fare del mio meglio» confida alla stampa. Il match di sabato, organizzato nell’evento Thaiboxemania in preparazione per la prossima difesa del titolo mondiale che si disputerà a Buenos Aires contro Maximilian Rodriguez, lo vedrà scontrarsi con Ivano Siviero. 

« Il mio avversario lo rispetto sempre, sia prima che dopo, non ho, quindi, nulla da dirgli se non augurargli un in bocca al lupo» riferisce l’atleta torinese che ha visto nascere e crescere la manifestazione « Siamo ormai al quarto anno, e ogni anno dimostra d’essere un evento sempre più bello, in grado di attirare non solo gli appassionati: questa è una gran cosa per questo sport»

«Porto con più naturalezza i colpi di gamba, istintivamente, ma non ho colpi segreti. Amo mettere pressione all'avversario, combattere rispondendo colpo su colpo». Rivela l’atleta che dopo otto mesi di riabilitazione è pronto a ritornare a combattere per farsi applaudire dal suo pubblico.

domenica 15 gennaio 2012

TORINO-ASCOLI, 2-1


All’Olimpico il Toro torna a vincere
In una gara altalenante i granata battono l’Ascoli
 di Paolo Battistel

La squadra di Ventura è chiamata a riprendersi il primato in classifica nel freddo dell’Olimpico di Torino contro il coperto Ascoli di Massimo Silva.
Il Toro  cambia modulo riprovando il 4-3-3 con Bianchi punta centrale e Antenucci e Stevanovic liberi di svariare mentre i bianconeri rispondono con una difesa a cinque, tre centrocampisti e i soli Soncin e Papa Waigo di punta.
Il Toro che nelle ultime gare aveva perso diverse certezze appare ordinato e al 8’ si fa vedere per ben due volte sull’asse Stevanovic-Antenucci. I granata tengono bene il campo ma la superiorità numerica dell’Ascoli a centrocampo ostacola la fluidità del gioco che viene spesso deciso da un’azione dei due attaccanti esterni. Sul versante Ascolano un Papa Waigo molto mobile sulla zona sinistra sembra impensierire in qualche occasione Di Cesare.
Al 19’ c’è il primo vero squillo della squadra granata. Antunucci riceve palla e con un destro a giro dal limite dell’area mette il pallone nell’angolo basso alla destra di Guarna. 1 a 0 per un Torino alla ricerca delle conferme perdute in queste ultime gare, ma proprio queste certezze vengono messe a dura prova 8 minuti più tardi. Da un corner dalla destra la difesa granata perde un paio di marcature e Papa Waigo appoggia un assist a Ciofani solo da mettere dentro.
Il gol intimidisce i granata che vedono l’ennesimo spettro del pareggio avvicinarsi ancora una volta e porta i bianconeri a imbastire qualche azione in più anche se i soli Soncin e Papa Waigo in avanti non vengono supportati al meglio dal centrocampo.
Antenucci è l’uomo che fa tremare la panchina di Silva ed è ancora da una sua azione al 34’ che mette un pallone in mezzo per l’accorrente Bianchi che di testa non riesce a impattare al meglio mettendo la palla sul fondo. L’attaccante granata da grande prova di impegno ma la sua astinenza da gol (che dura dal 15 Ottobre) appare creargli una certa ansia che lo rende troppo impreciso nella fase conclusiva.
La posizione di Stevanovic, che parte centrale per inserirsi a destra o a sinistra del trio difensivo ascolano, sembra calzare bene al giovane esterno ma l’imprecisione dei granata sottoporta conduce la gara verso il 45’ con il solo squillo di un passaggio filtrante per Bianchi troppo lungo.
Il Toro attacca in modo più deciso ad inizio ripresa e al 21’ si riporta in vantaggio. È ancora Antenucci che lasciato troppo libero i area riceve palla e con un secco diagonale mette il pallone sull’angolo alla destra di Guarna. Il Toro col passare dei minuti appare acquisire sempre più sicurezza contro un’Ascoli che accusa il colpo e rischia il 3 a 1 da una punizione del solito Antenucci che mette in mezzo un pallone che Di Cesare non impatta al meglio mettendolo sulla traversa. Sempre Antenucci potrebbe segnare una tripletta al 75’ e al 77’ prima con una conclusione dalla destra che finisce alta di un soffio e poi con una tiro al volo su un cross dalla trequarti che mette fuori di un soffio su portiere battuto.
L’Ascoli tenta le ripartenze  e al 84’ riesce a portare al tiro Papa Waigo a cui manca un po’ di lucidità per acciuffare il pareggio in extremis.
Nel finale i valori in campo appaiono piuttosto evidenti ed è ancora il Toro con Sgrigna e Surraco a farsi vedere dalle parti di Guarna. I granata temono il contropiede bianconero e così addomesticano gli ultimi minuti tenendo palla.
Il Torino batte per 2 a 1 un Ascoli ben messo in campo che è caduto sotto le qualità dei singoli interpreti granata. Per il Toro finalmente è arrivata una vittoria in attesa di qualche buona notizia da mercato.